SERIE A, Derby di Milano: Più di una partita

DOMENICA ORE 20:45 SI RINNOVA LA SFIDA TRA DUE COMPAGINI CHE HANNO FATTO LA STORIA DEL CALCIO ITALIANO

Ci sono notti che hanno un sapore diverso rispetto alle altre. Notti che possono significare l’ascesa all’olimpo o la caduta all’inferno. Notti in cui tutto ciò che hai fatto in precedenza non ha più significato. Conta solo quella notte, quei 90 minuti in cui tutto si cancella e fa spazio all’onore dei vincitori e al pianto dei vinti.

Quella di Inter-Milan non è una notte come le altre, è LA notte, è il momento in cui le stelle si allineano per illuminare il cielo di San Siro e per regalarci uno dei più grandi spettacoli calcistici del mondo.

Non è facile tradurre a parole quello che per 172 volte (in Serie A) è stato più di un confronto sportivo, è stato quasi un culto religioso. Il derby della Madonnina non ha mai avuto nulla di scontato, è sempre stato un grande spettacolo, sia negli anni in cui Milano giganteggiava nel mondo del calcio, sia nei momenti di affanno, in cui le due compagini sembravano aver perso quell’identità storica che le contraddistingueva.

Oggi il divario in classifica è tra i più alti di sempre, con l’Inter che ha collezionato 51 punti, rispetto ad un Milan che ne ha “solo” 32, malgrado nelle ultime giornate sia in netta crescita. L’Inter sembra, ad oggi, tornata nel posto che la compete. L’Inter è di nuovo la temibile corazzata pronta a distruggere gli avversari e pronta a sfidare e spezzare il dominio imposto dalla Juventus. Il Milan ha una storia centenaria fatta di successi, in particolar modo europei, ma un presente difficoltoso che non rende onore ai suoi trascorsi. Il Milan è un diavolo ferito che proverà a rialzarsi sempre, fino a tornare ai vertici.

Eppure tutto ciò non conterà. Per 90 minuti non conterà la classifica, i problemi e i trofei. Avrà senso solo quello che succederà dentro in rettangolo da gioco. 11 maglie nerazzurre, contro 11 maglie rossonere, la storia di 2 cugini che non si sono mai amati, ma sempre rispettati.

In questi casi si tende sempre a glorificare, quasi mistificare, eventi del genere nel mondo del calcio, eppure quest’anno l’hype sembra più che giustificato. Sarà la partita di Zlatan Ibrahimovic, un “Dio” che si è prostrato di nuovo ai diavoli per tornare ad imporre la sua legge di grandezza. Sarà la partita di Romelu Lukaku, una “bestia” capace di dominare l’area di rigore come pochi in Europa e che ha reso “bella” la propria Inter. Sarà la partita di Antonio Conte, al suo primo derby, e di Stefano Pioli, che sfida il suo passato. Sarà la partita di Eriksen, di Leao, di Barella, di Theo Hernandez e molti altri.

Sarà Inter contro Milan, due facce della stessa medaglia, pronte a riscrivere la storia di un confronto, che non è e non sarà mai, una partita qualunque.

 

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