COPPA ITALIA, Ronaldo risponde a Rebic, pari tra le polemiche

IL PRIMO ATTO DELLA SECONDA SEMIFINALE DI ANDATA DI COPPA ITALIA SI CONCLUDE 1-1. UN BUON MILAN VA VICINO ALLA VITTORIA, MA UN RIGORE DI RONALDO ALLO SCADERE CONCEDE AI BIANCONERI IL PAREGGIO

Ci pensa sempre il solito Cristiano Ronaldo a togliere le castagne dal fuoco alla Juventus di Maurizio Sarri  evitando, con un rigore al 91′, la seconda sconfitta consecutiva in meno di  una settimana.

Un pareggio che non può fare particolarmente contenti nè il popolo rossonero, nè quello bianconero, dopo una partita dominata per larghi tratti dal Milan e che ha nuovamente evidenziato i grossi problemi tattici della compagine torinese.

Inutile girarci attorno, il bel gioco di Sarri, da quando è approdato alla Juve, non si è mai rivelato al pubblico, se non in sporadici tratti di partite. I numeri parlano chiaro, la Juventus subisce molto di più rispetto agli altri anni e, comparandola alle due contendenti per lo scudetto Inter e Lazio, è la squadra che ha subito più gol e segnati di meno.

Anche ieri sera la Juventus ha faticato  ad imporsi ed ha mostrato un “non-gioco” fatto di molto possesso sul perimetro dell’area di rigore avversaria, che non ha mai portato a vere e proprie azioni capaci di impensierire Donnarumma e compagni. Il modo di attaccare dei bianconeri è ben diverso rispetto a quello di “Allegriana memoria” dove si cercava la verticalizzazione e la velocità di manovra che spesso dava la sensazione, ad avversari e non, che il gol potesse sempre arrivare; oggi l’esasperata ricerca del possesso rallenta di molti tempi di gioco la manovra ed i giocatori juventini risultano incapaci di sfondare in area di rigore.

Il centrocampo fatica ad imporsi, risultando, spesso, disastroso, la mancanza di un terzino di ruolo inizia a farsi sentire e la squadra dipende dalle giocate del duo Ronaldo-Dybala con il secondo molto limitato dal dover compiere un lavoro “sporco” in tutte le zone del campo.

Ed è proprio sulla partita della “Joya” che vogliamo soffermarci: l’argentino ieri ha giocato complessivamente bene, ma più che un’attaccante sembrava un quinto di centrocampo, lavorava molto per la squadra, puliva molte manovre ed era l’unico ad avere sempre il coraggio di verticalizzare. Ma questo non gli permette quasi mai di giocare dentro l’area di rigore, limitandone la pericolosità.

Il Milan, invece, esce scontento, ma consapevole di aver svolto una partita eccelsa e di aver, per lunghissimi tratti, dominato contro i campioni d’Italia. I rossoneri, come al derby, hanno approcciato alla partita in modo aggressivo ed intelligente, mostrando, anche oggi, che la nuova formula offensiva composta da Ibra e Rebic funziona molto bene ed i due si intendono a meraviglia.

Nel complesso la squadra di Pioli è stata molto pericolosa e si è vista negare la gioia del gol solo dagli ottimi interventi del sempreverde Buffon.  Trovando il gol del momentaneo vantaggio al 71′ con Ante Rebic che, in area di rigore, anticipa la grossolana marcatura di De Sciglio e insacca. Nota di merito all’infinita classe di Ibra; alla sua età lo svedese è ancora in grado di gestire il gioco della propria squadra e consacrarsi leader indiscusso.

Eppure il risultato, sommato alle ammonizioni di Ibrahimovic e Castillejo, oltre l’espulsione di Theo Hernandez, che non permetteranno alle 3 pedine rossonere di partecipare alla gara di ritrorno, rendono molto più amara la notte di San Siro.

Anche ieri la partita è stata caratterizzata dalle polemiche arbitrali che, secondo i protagonisti, hanno influenzato negativamente la partita di entrambe. La Juventus richiedeva un presunto rigore per gomitata di Kessiè su Cuadrado che avrebbe dato, non solo il rigore ai bianconeri, ma anche l’ammonizione a Kessiè che , sommata alla sanzione del secondo tempo, avrebbe portato all’espulsione.

Il Milan lamenta la troppa fiscalità sui cartellini gialli, in particolar modo sui diffidati, ed il calcio di rigore, poi trasformato da Ronaldo, arriva da un fallo di mano di Calabria che però è girato dal lato opposto e non vede la giocata dell’asso portoghese. Si tratta di episodi molto “borderline” e molto difficili da giudicare che però hanno inciso sullo svolgersi della partita.

Il Milan rischia l’eliminazione, ma gli evidenti miglioramenti sono sotto gli occhi di tutti, la Juventus, invece, deve necessariamente cambiare atteggiamento, tatticamente squilibrata, poco incisiva davanti, grossolana in difesa e poco creativa a centrocampo; Sarri non può sempre sperare nel lampo di genio di Cristiano Ronaldo.

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