TRUMP VS BLOOMBERG, LA SFIDA A COLPI DI TWEET

Ormai si sa, siamo tutti un po’ “leoni da tastiera”, ovvero, se dobbiamo dire la nostra su qualcuno, usando parole più o meno forti, preferiamo farlo attraverso i social, anziché attraverso confronto diretto. Questo è lo scotto da pagare quando si vive nella “generazione del web” eppure non pensate che questo nuovo campo di battaglia sia un elemento destinato solo ai giovani.

Fa ridere, ma fa anche pensare, come i social odierni siano diventati un supremo strumento politico. Ne sono la dimostrazione Mike Bloomberg e Donald Trump che si sono resi protagonisti di una guerra verbale che ha avuto inizio sul “campo da gioco” offerto da Twitter, cioè i tweet.

Un duello social tra due uomini della “vecchia generazione”, ma, soprattutto, due uomini che rappresentano il potere americano.

L’ormai 74enne presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha usato parole poco felici nei confronti di quello che potrebbe diventare uno dei suoi rivali numero uno durante le prossime elezioni. Non è una novità che Trump creda molto sulla potenza dei social, come mezzo in grado di influenzare le menti degli elettori e dove poter esporre liberamente i suoi pensieri mentre i suoi follower crescono a dismisura. Eppure fa sempre sorridere leggere di due politici che si “azzuffano” su twitter e si danno nomignoli offensivi cercando di scomporre l’avversario e di dargli meno visibilità sminuendolo. Ieri mattina il tweet lanciato da “The Donald” è stato “Mini Mike è una massa di 1,62cm di energia morta che non ha il coraggio di salire sul palco per sfidare questi politici di professione. Niente scatole per favore. Odia Bernie il matto e grazie ai suoi soldi lo fermerà”.

I riferimenti maggiori sono sull’altezza del rivale definito “Mini” dal suo collega che ha rimarcato sia la sua altezza, che, tra parentesi, non è di 1,62 ma di 1,73 (secondo Wikipedia), che un episodio in cui, per arrivare meglio al microfono, Bloomberg salì su una scatola.

Bloomberg ha replicato dichiarando, sempre su Twitter, che non è spaventato dalle dichiarazioni di Trump, definendolo un narcisista che infastidisce le persone e rimarcando il fatto che in realtà tutte queste “attenzioni” che il presidente degli USA gli sta riservando sono figlie di una paura non dichiarata nei suoi confronti.

Da qui è iniziata tutto lo scambio di tweet tra i due, in una sfida a chi riusciva a resistere di più e chi riusciva a fare più post. E tra definizioni quale “Bloomberg è un perdente”, “Trump è un pagliaccio che abbaia a Carnevale”, nuovi meme e il consenso dei loro milioni di followers adoranti, il dualismo tra i due newyorkesi è andato avanti.

Bloomberg sfiderà Trump alle prossime elezioni? Trump vuole sbarazzarsi del rivale? Chi dei due arriverà con più followers al confronto faccia a faccia? La risposta al prossimo tweet.

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