CHAMPIONS, La prima volta di Messi nello stadio di “Dios”

Sembrava uno scherzo del destino, quasi una blasfemia. La città che si è goduta, più di tutti, l’arte e le prestazioni di colui che è considerato il più grande numero 10 della storia, non ha mai avuto il piacere di ospitare il suo erede diretto.

Più di 10 mila giorni dopo l’ultima apparizione del “Dios” più famoso del mondo del calcio, ecco che al San Paolo arriva il più grande giocatore contemporaneo del mondo, non solo per i trofei, non solo per i gol, ma perché Lionel Andres Messi ha saputo trasformare il calcio in arte, come solo uno, prima di lui, ha saputo fare.

Stare qui a fare paragoni è inutile, anzi, è offensivo per chi ama il calcio. Diego Armando Maradona è un simbolo di una città che ne ha sempre rispecchiato le fattezze, sia in senso negativo, che in senso positivo.

Diego non è solo un simbolo di Napoli, Diego È Napoli. È genio e sregolatezza, è gioia e dolore, è un Mozart del pallone, nessuno sarà mai come lui, tantomeno Messi, ma, nello stesso modo, anche Maradona sarà per sempre profondamente diverso da Leo.

Messi si è legato per una vita a due soli colori, dipinti sempre sotto una bandiera Catalana. La “Pulce” ha sfidato milioni di difficoltà: le malattie all’ormone della crescita, i fischi in nazionale, il Real Madrid, quella odiosa ossessione di dover essere “come Diego”, l’obbligo di dover superare ogni record e tanto altro.

Messi è una macchina perfetta, silenzioso e corretto nel privato, implacabile in campo.

Maradona ha fatto tante cose belle, ma mai quello che ha fatto Messi. Non ha mai segnato 90 gol in un anno solare, né ha vinto 6 palloni d’oro, ma, più di ogni altra cosa, non è mai stato così longevo nelle prestazioni.

Messi ha vinto tantissimo, ma non ha mai fatto tutto quello che ha fatto Maradona. Non ha mai vinto con la nazionale, non ha mai accettato di vincere con più club, non avrà mai l’impatto mediatico del “maestro”.

Eppure Leo e Diego sono tremendamente uguali: quel numero 10 sulla schiena, quella consapevolezza di rappresentare una nazione, quella naturalezza con cui ogni giocata sembra scindere dagli schemi temporali del calcio. Sono due atleti che precedono i tempi, sempre innovativi, sempre arte in movimento.

Oggi si compierà la storia. Le strade di Napoli torneranno ad essere rivestite di azzurro e torneranno  a inneggiare con orgoglio alla storia del Dio con la maglia numero 10, che arrivò a Napoli nel 1984 e compì miracoli, mentre i tifosi ospiti, mostreranno per le vie la maglia numero 10 di una “pulce” che ha saputo combattere e vincere tra i giganti.

Oggi, per la prima volta nella sua lunga carriera, Lionel Messi affronterà il Napoli al San Paolo, e non ci stupiremo se qualcuno tra gli spalti esclamerà, con gli occhi pieni di magia, “ho (ri)visto Maradona”.

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