CHAMPIONS, Napoli a testa alta, il Barcellona si salva con il pari

Capita, a volte, che gli dei sembrino più umani del solito. Che quel senso di invincibilità che li avvolge svanisca nel nulla rendendoli, paradossalmente, vulnerabili.

Il tanto acclamato Tiki Taka della squadra di Setien, ieri, è stato abilmente disinnescato da Gattuso e i suoi ragazzi grazie ad un ottimo piano tattico.

Il Barcellona è apparso, in tutta la partita, tremendamente sterile: possesso palla esasperato, a volte, interminabile che mostrava una versione obsoleta e mal ridotta della filosofia del “Tiki Taka”, un possesso solo ed esclusivamente perimetrale con verticalizzazioni totalmente assenti ed una lentezza di gioco che ci porta indietro almeno di 30 anni.

Merito, anche, della prestazione di un Napoli gagliardo e volenteroso che ha accettato l’atipica, ma prevedibile, situazione di dover affrontare la partita attendendo le mosse dei blaugrana e limitando il proprio possesso alle possibili ripartenze o sortite offensive derivanti soprattutto da errori, di posizionamento o tecnici, degli avversari.

È stato un Napoli molto convincente che ci ha regalato molti spunti e molte informazioni chiave. I partenopei contro le “big” si esaltano mostrando il lato migliore di sé e Dries Mertens è il vero ed autentico fenomeno di questa squadra.

C’è stato, anche nel corso di questi 90 minuti, un Napoli in 2 versioni; con e senza Mertens. Il belga crea, ha classe per ripartire, ha intelligenza per servire i compagni e ha avuto il grande merito di sfruttare al volo lo scivolone di Firpo e la possibilità di scoccare una preziosa parabola a giro che si è intaccata alle spalle di Ter Stegen.

Il San Paolo, come sempre, è stato un meraviglioso teatro di una partita non altrettanto meravigliosa sotto l’aspetto tecnico. Il Barca, decimato dagli infortuni, ha avuto pochi squilli, e ha segnato nell’unica verticalizzazione fatta come si deve con Mario Rui che ritarda la marcatura su Semedo il quale si fa trovare pronto per servire Griezmann, autore di una partita pessima, che insacca il gol del pareggio.

Si fatica a trovare una nota positiva nella squadra di Setien, si salvano Messi, che ha offerto qualche lampo, ma, nel complesso, anche lui disinnescato dalla linea stretta dei partenopei, e Vidal, che macchia la prestazione con l’espulsione che costringerà il Barca a dover fare a meno di lui e Busquets (diffidato) nel ritorno.

Il Napoli, invece, ha molte note positive ma lo tradisce chi non ti aspetti: Insigne ha sentito la partita e spesso ha voluto strafare senza risultati e Callejon ha sui piedi la palla per il 2-1, liberato da Milik, che spreca clamorosamente davanti al portiere.

Il Barcellona è stato “umanizzato” dal Napoli. Di divino, ieri, c’era solo il San Paolo.

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