COPPA ITALIA, rinviate le due semifinali

Il Coronavirus vince ancora. O meglio, la paura per i contagi e l’enorme difficoltà a emanare una decisione unanime sono state ancora una volta protagoniste.

In attesa di sapere cosa succederà alla Serie A e quale decisione verrà presa in merito allo svolgimento del campionato, la Coppa Italia è stata ufficialmente rinviata.

Niente Juventus-Milan e niente Napoli-Inter, anche la seconda competizione italiana subisce lo stesso trattamento utilizzato, in queste settimane, con il campionato.

La Lega Calcio, insieme al Governo, ha deciso per il rinvio ufficiale della Coppa.

Ancora da definire le date di svolgimento delle due gare che si inseriranno in un già fittissimo calendario di rinvii.

È stata una girandola di eventi che ha portato, prima alla decisione di giocare le partite a porte aperte, poi all’ipotesi porte chiuse, fino a finire alla cancellazione totale.

Il calendario delle squadre di Serie A è di nuovo nel caos, in particolar modo, quello di Juve e Inter che dovranno adeguarsi alla decisione che la Lega prenderà, si spera, nelle prossime ore.

Intanto, ieri, il presidente Conte ha indetto la “sospensione per 30 giorni di tutte le attività sportive”,ma dichiarando che, per la Serie A, sarà la Lega Calcio a decidere se giocare a porte chiuse o rinviare le partite.

Rinviare un mese di calcio giocato, sarebbe folle e potrebbe significare anche la cancellazione del campionato stesso.

Giocare a porte chiuse garantirebbe lo svolgimento del campionato nonostante l’ingente perdita di denaro da parte delle società e enti organizzativi.

La Lega è chiamata ad una scelta che dovrà, necessariamente, essere definitiva, sperando che il buon senso prevalga sulle questioni monetarie.

Confermata, invece, la Champions League e l’Europa League; Valencia-Atalanta e Getafe-Inter si giocheranno a porte chiuse, mentre ci sono ancora dubbi sul match tra Juventus e Lione. La società francese ha chiesto di giocare il match in campo neutro e aspetta la decisione della UEFA.

Il calcio italiano è ancora nel Caos, ma, possiamo dire, che ci è entrato da solo.

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