Coronavirus: Confesercenti Campania, serve chiarezza su quali attività devono restare chiuse

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NAPOLI – L’ultima ordinanza della Regione Campania ha amplificato ulteriormente i limiti per le attività commerciali. Il Presidente di Confesercenti Campania e Molise Vincenzo Schiavo commenta così: «Comprendiamo che il Governatore sta imponendo restrizioni riguardo, anche, il trasporto a casa dei pasti. In questo modo abbiamo alcune linea guida per capire cosa si può e non si può fare. Tuttavia, come Confesercenti Nazionale ha chiesto al Governo, anche noi chiediamo alla Regione di fare la massima chiarezza sui limiti imposti a livello nazionale e locale. Per esempio: un albergo è chiuso o è aperto? Per le persone che lavorano in albergo, per coloro che hanno genitori in ospedale lontano da casa come si procede? Mica possiamo cacciarli? Ci sono alcuni passaggi che si prestano a interpretazioni diverse. Si facesse luce in questo senso e in generale. Facendo chiarezza – conclude Schiavo- si può superare questo periodo ed evitare il caos». È utile richiamare alcuni stralci del comunicato di Confesercenti Nazionale: «Il nuovo DPCM lascia spazio a dubbi e interpretazioni su quali imprese debbano restare chiuse e quali invece possano continuare a svolgere normalmente il proprio lavoro. Una situazione caotica che rischia di rendere meno efficace lo shutdown. Rimangono dubbi da chiarire – si legge nella nota di Confesercenti Nazionale- sulle attività delle agenzie di viaggio, sulle imprese di ristorazione non esplicitamente nominate dal decreto, sulle attività ricettive con annesso servizio di ristorazione, come anche per i bar che vendono tabacchi e ancora molti altri casi. È necessario fornire al più presto informazioni puntuali alle imprese e ai cittadini: ne abbiamo bisogno per evitare di infrangere involontariamente divieti o magari di rimanere chiusi per eccesso di prudenza, interrompendo così servizi alla comunità».

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